FAQTutto quello che devi sapere sul riscaldamento a biomassa
Pellet, legna, nocciolino, termocamini, termostufe e caldaie a biomassa: scegliere il sistema di riscaldamento più adatto può generare molti dubbi.
In questa sezione CTM risponde alle domande più frequenti sul riscaldamento a biomassa, aiutandoti a conoscere meglio le diverse tecnologie, i combustibili disponibili, i consumi, l'installazione, la manutenzione e le opportunità offerte dagli incentivi.
- Scegliere il sistema di riscaldamento
- Caldaie, pellet e biomasse
- Termocamini e termostufe
- Impianto, puffer e acqua calda
- Installazione e manutenzione
- Consumi e utilizzo
- Efficienza, 5 Stelle e ambiente
- Conto Termico e incentivi
- Scegliere il prodotto CTM
Scegliere il sistema di riscaldamentoIndice
- Cosa fare prima di avviare il termocamino, la stufa o la caldaia CTM dopo l'estate?
Prima della prima accensione stagionale di un impianto a biomassa CTM, è fondamentale eseguire la manutenzione preventiva dei componenti chiave: la pulizia approfondita degli scambiatori termici interni, la verifica della tenuta delle guarnizioni di porte e ispezioni, il controllo della pressione dell'impianto idraulico e la pulizia della canna fumaria.
- Pulizia degli scambiatori interni: Durante l'inverno precedente, sulle superfici di scambio si accumula uno strato di cenere che pregiudica e/o impedisce lo scambio termico. Pulire a fondo gli scambiatori prima dell'accensione assicura che il calore del fuoco venga trasferito per gran parte al fluido termovettore, riducendo i consumi di combustibile e la dispersione di energia attraverso i fumi di scarico.
- Verifica della tenuta delle guarnizioni: controlla l'integrità delle trecce in fibra di vetro sulla porta della camera di combustione, sui cassetti cenere, sui portelli carico e di ispezione. Se le guarnizioni sono usurate o indurite, potranno verificarsi ingressi di aria indesiderata ed incontrollata, peggiorando la qualità della combustione ed il rendimento.
- Controllo della canna fumaria: assicurati che il condotto fumario sia libero da fuliggine, incrostazioni di creosoto, ragnatele o nidi di uccelli.
- Pressione dell'acqua (Sistemi Idronici): Verifica sul manometro che la pressione dell'impianto a freddo sia stabile tra 1 e 1,5 bar.
- Pulizia del braciere e dei passaggi d'aria: Aspira ogni residuo di cenere dal bruciatore e verifica che le griglie di aerazione esterna del locale non siano ostruite da foglie o detriti.
- Come si richiede la manutenzione di un prodotto CTM Italia da parte di un CAT autorizzato?
L'intervento di manutenzione deve essere eseguito esclusivamente da un Centro Assistenza Tecnica (CAT) autorizzato CTM. Tale intervento serve a validare la garanzia del prodotto, a verificare la corretta installazione e ad ottimizzare i parametri di combustione.
- Puoi richiedere il servizio contattando il CAT della tua zona oppure inviando una richiesta ufficiale tramite la sezione Assistenza del sito www.ctm-italia.it.
- Durante l'intervento, il CAT verificherà la conformità dell'installazione, testerà i dispositivi di sicurezza e verificherà il corretto funzionamento del Prodotto, rilasciando un apposito attestato.
- Perché la stufa o la caldaia a pellet fa fumo alla prima accensione e come risolvere?
Se l'apparecchio fa fumo nei primi minuti di accensione dopo mesi di inattività, le cause principali sono la ostruzione degli scambiatori interni e/o del condotto di evacuazione dei fumi, la presenza di residui nel focolare o nel braciere.
- Cosa fare: Spegni l'apparecchio, lascialo raffreddare e verifica che il braciere o il focolare non sia intasato da residui non bruciati e che il combustibile utilizzato non sia inumidito o deteriorato. Se il fumo persiste, contatta un fumista per la ispezione/verifica/pulizia della canna fumaria e l'assistenza CTM per un intervento di manutenzione sull'apparecchio.
- Come impostare la caldaia policombustibile CTM per il passaggio da pellet a nocciolino?
Le caldaie policombustibili CTM (come i modelli Magikfire o Polifire) sono progettate per bruciare diverse biomasse, ma il cambio di combustibile richiede la selezione del programma corretto sul pannello di controllo per regolare la velocità della coclea e l'apporto di aria.
- Procedura: Accedi al menu di configurazione della centralina elettronica e seleziona il profilo di combustibile desiderato (consultare il Manuale relativo al modello specifico di caldaia).
- Importante: Assicurati che il nocciolino utilizzato sia di buona qualità, ben essiccato e depolverizzato. Un combustibile non idoneo può bloccare la coclea di caricamento, creare incrostazioni nel bruciatore, determinare una cattiva combustione da cui deriveranno intasamenti degli scambiatori e della canna fumaria.
- Quali sono i vantaggi del Conto Termico 3.0 per la sostituzione di un vecchio generatore con un prodotto CTM a 5 STELLE?
Il Conto Termico 3.0 permette di ricevere un incentivo in denaro (fino al 65% delle spese sostenute) se sostituisci un vecchio caminetto, una vecchia stufa o una vecchia caldaia inquinante con un nuovo termocamino, stufa o caldaia CTM certificata con classe ambientale 5 STELLE. E' possibile sostituire anche vecchie caldaie a gas (METANO o GPL) installando nuovi generatori a biomassa che abbiano emissioni di PP inferiori a 1 mg/Nm³.
- L'incentivo non è una detrazione fiscale ma un vero e proprio contributo, bonificato sul tuo conto corrente ed erogato dal GSE in tempi brevi (in un'unica soluzione per importi fino a € 15.000,00).
- I prodotti CTM garantiscono quasi sempre il massimo dell'incentivo, raggiungendo il Coefficiente Premiante pari a 1,5.
- CTM Italia supporta i clienti attraverso la sezione dedicata del sito, dove è possibile calcolare l'incentivo teorico e richiedere l'istruzione della pratica al team di esperti interni.
- Posso accedere al Conto Termico 3.0 se sostituisco una vecchia caldaia a gas (Metano o GPL) con una caldaia a biomassa?
In generale la normativa del Conto Termico 3.0 è molto restrittiva sul passaggio dal gas alla biomassa, ma è possibile farlo come eccezione installando caldaie CTM che garantiscano emissioni di particolato primario (PP) inferiori o uguali a 1 mg/Nm³, un limite particolarmente stringente che le caldaie CTM rispettano grazie al loro speciale filtro elettrostatico opzionale.
- La regola del Conto Termico 3.0: Per la sostituzione di vecchi generatori a gasolio, carbone o biomassa, è sufficiente che la nuova caldaia sia certificata con classe ambientale 5 STELLE. Se invece si dismette un impianto a Metano o GPL, il GSE richiede prestazioni ambientali enormemente superiori, escludendo la stragrande maggioranza dei prodotti a biomassa sul mercato.
- Perché le caldaie CTM sono ammesse: La tecnologia di combustione delle caldaie CTM, abbinata al sistema di filtraggio fumi elettrostatico opzionale, abbatte i fumi fino a scendere sotto la soglia critica di 1 mg/Nm³ di particolato, sbloccando di fatto l'accesso all'incentivo (fino al 65% di rimborso in denaro sul conto corrente).
- Solo caldaie: Ricorda che il cambio da caldaia a gas a caldaia a biomassa è concesso dal GSE unicamente per l'installazione di una caldaia centralizzata (sono esclusi pertanto i prodotti da ambiente, termocamini, stufe, termostufe, termocucine).
Hai un impianto a gas e vuoi passare al riscaldamento a biomassa senza perdere l'incentivo? Contatta i nostri esperti per verificare i requisiti tecnici e istruire la pratica GSE.
- Quanti kW servono per riscaldare una casa di 100 mq?
Non esiste una potenza valida per tutte le abitazioni. Il fabbisogno dipende dall'isolamento dell'edificio, dalla zona climatica, dagli infissi, dall'altezza dei locali, dalle dispersioni termiche e dalla temperatura interna desiderata, dalla efficienza e dal corretto dimensionamento dell'impianto di riscaldamento.
Come riferimento puramente indicativo, considerando un fabbisogno di circa 80 W/m², un'abitazione di 100 m² richiederebbe circa 8 kW termici, tuttavia un edificio poco isolato, con elevate dispersioni termiche, può richiedere una potenza sensibilmente superiore.
Per questo motivo caldaie, termostufe e termocamini non devono essere installati considerando esclusivamente la superficie o la cubatura dell'abitazione. Il corretto dimensionamento deve essere verificato da un tecnico qualificato sulla base delle caratteristiche dell'edificio e dell'impianto.
Approfondisci: Scopri i generatori a biomassa CTM.
- Quanti kW servono per riscaldare 150 o 200 mq?
Anche in questo caso i metri quadrati rappresentano soltanto un primo riferimento.
Utilizzando, a titolo di esempio, un fabbisogno medio di 80 W/m², 150 m² corrisponderebbero a circa 12 kW termici e 200 m² a circa 16 kW.
Questi valori non devono però essere utilizzati per scegliere automaticamente la potenza del generatore.
Due abitazioni della stessa superficie possono avere fabbisogni energetici molto differenti in funzione della zona climatica, dell'esposizione, dell'isolamento, degli infissi e delle caratteristiche dell'impianto.
Prima dell'acquisto è quindi consigliabile effettuare un corretto dimensionamento termico.
- Qual è la differenza tra stufa, termostufa, termocamino e caldaia a biomassa?
La differenza principale riguarda il modo in cui il calore viene distribuito.
Una stufa riscalda prevalentemente l'ambiente nel quale viene installata attraverso l'aria.
Una termostufa trasferisce invece una parte importante dell'energia al fluido termovettore e deve essere collegata all'impianto di riscaldamento.
Un termocamino combina il fascino del camino con la possibilità di produrre acqua calda destinata all'impianto.
Una caldaia a biomassa è invece un vero generatore centralizzato, normalmente installato in un locale tecnico e destinato principalmente ad alimentare l'impianto di riscaldamento ed a produrre ACS in specifici accumuli inerziali.
La scelta dipende quindi dalle caratteristiche dell'abitazione, dallo spazio disponibile e dal tipo di utilizzo desiderato.
- Come scegliere il sistema di riscaldamento a biomassa più adatto?
Bisogna considerare diversi fattori: dimensioni e isolamento dell'abitazione, impianto esistente, spazio disponibile, presenza di un locale tecnico, possibilità di stoccaggio del combustibile e livello di automazione desiderato.
È importante valutare anche quale tipologia di combustibile sia più facilmente reperibile nella propria zona.
Chi cerca una gestione altamente automatizzata può orientarsi verso pellet e generatori dedicati. Chi dispone facilmente di legna può valutare sistemi specifici a legna. Chi desidera maggiore flessibilità può invece prendere in considerazione generatori policombustibili.
La scelta dovrebbe sempre partire dal fabbisogno energetico dell'abitazione e non soltanto dal prezzo o dalla potenza nominale del prodotto.
- Una caldaia a biomassa può sostituire una vecchia caldaia a gas o gasolio?
In molti casi sì.
Una moderna caldaia a biomassa può diventare il generatore principale dell'abitazione e sostituire un precedente impianto alimentato a gas, gasolio o altri combustibili, purché l'intervento venga correttamente progettato.
Occorre verificare la compatibilità con l'impianto esistente, la canna fumaria, lo spazio per il generatore e per lo stoccaggio del combustibile e l'eventuale necessità di un accumulo termico.
CTM propone diversi generatori destinati a nuove installazioni e alla sostituzione di vecchi Impianti a gas.
- È meglio riscaldare casa con pellet o legna?
Dipende dalle proprie esigenze.
Il pellet consente un elevato livello di automazione: nei generatori predisposti alimentazione, accensione e regolazione possono essere gestite elettronicamente.
La legna richiede generalmente una gestione più diretta del generatore, ma può essere particolarmente interessante per chi dispone facilmente del combustibile.
Esistono inoltre sistemi combinati capaci di utilizzare più tipologie di biomassa.
La scelta deve quindi tenere conto non soltanto del costo del combustibile, ma anche della sua disponibilità, dello spazio di stoccaggio e delle proprie abitudini di utilizzo.
Caldaie, pellet e biomasseIndice
- Come funziona una caldaia a pellet?
Una caldaia a pellet utilizza pellet di legno come combustibile per produrre acqua calda destinata all'impianto di riscaldamento.
Il combustibile viene prelevato dal serbatoio, anche remoto, e inviato automaticamente alla camera di combustione.
Un termoregolatore elettronico gestisce i principali parametri di funzionamento e modula la potenza in base alle richieste dell'impianto.
Nei sistemi più evoluti possono essere gestiti anche circolatori, accumuli, boiler per acqua calda sanitaria e altri componenti dell'impianto.
Tutto ciò rende la caldaia a pellet una soluzione adatta a chi cerca il comfort di un sistema centralizzato abbinato a una fonte energetica rinnovabile.
- Quanto consuma una caldaia a pellet?
Il consumo dipende dalla potenza richiesta e soprattutto dal fabbisogno energetico dell'edificio.
Influiscono isolamento, temperatura esterna, zona climatica, temperatura impostata, ore di utilizzo e qualità del combustibile.
Una caldaia moderna non lavora necessariamente sempre alla massima potenza: può modulare il proprio funzionamento in funzione delle necessità dell'impianto.
Per questo motivo indicare semplicemente il consumo orario o quotidiano alla potenza nominale può essere fuorviante.
Il dato più utile per stimare il consumo stagionale è il fabbisogno energetico reale dell'abitazione.
- Come scegliere un pellet di buona qualità?
È consigliabile utilizzare pellet certificato, con caratteristiche conformi a quanto previsto dal produttore del generatore.
Un pellet di qualità presenta dimensioni regolari, un contenuto controllato di umidità e ceneri e caratteristiche compatibili con la corretta combustione.
La qualità del combustibile influenza rendimento, produzione di residui, frequenza delle operazioni di pulizia e regolarità di funzionamento.
È sempre necessario attenersi alle indicazioni riportate nel manuale del proprio generatore.
- Che cosa significa caldaia policombustibile?
Una caldaia policombustibile è progettata per utilizzare differenti tipologie di biomassa, nei limiti e secondo le specifiche previste dal costruttore.
La principale caratteristica è quindi la maggiore flessibilità nella scelta del combustibile.
CTM propone una ampia gamma di termocamini e caldaie, progettate per utilizzare pellet di legna, legna e biomasse granulari compatibili quali nocciolino di sansa e determinati gusci vegetali.
Non significa però che qualsiasi materiale possa essere bruciato nel generatore: devono essere utilizzati esclusivamente i combustibili espressamente ammessi.
- Qual è la differenza tra caldaia a pellet e caldaia policombustibile?
La caldaia a pellet è progettata principalmente per utilizzare pellet di legna e rappresenta una soluzione orientata all'automazione e alla semplicità di gestione.
La caldaia policombustibile offre invece una maggiore flessibilità e può utilizzare diverse biomasse compatibili.
Nella gamma CTM sono presenti entrambe le tipologie, la scelta dipende principalmente dalla disponibilità locale dei combustibili e dal tipo di gestione desiderata.
- Si possono utilizzare pellet e legna nella stessa caldaia?
Sì, ma esclusivamente con una caldaia progettata per funzionare con entrambi i combustibili.
Non è possibile inserire legna in una normale caldaia a pellet.
Alcuni generatori combinati CTM sono stati sviluppati proprio per consentire il funzionamento con pellet, legna e biomasse granulari compatibili.
Polifire Gold e Magikfire Gold dispongono, ad esempio, del passaggio automatico tra il funzionamento con legna e quello con il bruciatore.
È fondamentale utilizzare soltanto combustibili indicati dal produttore.
- Che cos'è il nocciolino di sansa?
Il nocciolino di sansa è una biomassa derivante dalla lavorazione delle olive.
Una volta opportunamente lavorato può essere utilizzato come combustibile in generatori specificamente progettati per questo tipo di biomassa.
Non tutte le caldaie a pellet sono però compatibili con il nocciolino.
CTM propone, ad esempio, Koperniko Gold, progettata per pellet di legna e per l'utilizzo del nocciolino di sansa secondo le caratteristiche previste dal costruttore.
- Pellet o nocciolino: quale conviene?
La convenienza non deve essere valutata soltanto confrontando il prezzo al chilogrammo.
Bisogna considerare disponibilità locale, qualità del combustibile, potere energetico, quantità necessaria e compatibilità con il generatore.
Il pellet offre generalmente elevata standardizzazione e ampia disponibilità.
Il nocciolino può rappresentare un'alternativa interessante soprattutto nelle aree in cui è facilmente reperibile.
È però indispensabile utilizzare un generatore specificamente predisposto.
- Si possono utilizzare gusci di nocciole, mandorle o pistacchi?
Solo nei generatori progettati per utilizzare queste biomasse e sempre nel rispetto delle caratteristiche tecniche richieste dal produttore.
Non bisogna mai considerare una caldaia a biomassa come un apparecchio nel quale introdurre liberamente qualsiasi materiale combustibile.
Alcuni generatori CTM policombustibili sono predisposti anche per determinate biomasse granulari, tra cui gusci vegetali compatibili. Polifire Gold indica tra i combustibili utilizzabili gusci di nocciola, mandorla e pistacchio.
Termocamini e termostufeIndice
- Come funziona un termocamino?
Un termocamino combina la presenza della fiamma tipica del camino con la capacità di trasferire energia al fluido termovettore dell'impianto di riscaldamento.
Durante la combustione una parte del calore viene utilizzata per riscaldare tale fluido (acqua e specifici additivi) che viene poi distribuito nell'impianto.
Il termocamino può quindi diventare un vero componente del sistema di riscaldamento domestico e non soltanto una fonte di calore per il locale nel quale è installato.
CTM propone diverse soluzioni a legna e policombustibili dedicate al riscaldamento centralizzato.
- Un termocamino può riscaldare tutta la casa?
Sì, se correttamente dimensionato e collegato all'impianto.
Un termocamino può trasferire energia alle superfici radianti (termosifoni, pavimento) e ventilanti (termoconvettori) presenti nell'abitazione.
La possibilità di riscaldare efficacemente tutta la casa dipende però dalla potenza del generatore, dalle dispersioni termiche dell'edificio e dalle caratteristiche dell'impianto.
Per questo motivo il dimensionamento deve essere effettuato da un tecnico.
- Il termocamino può essere collegato ai termosifoni?
Sì.
Il termocamino ad acqua può essere inserito nell'impianto di riscaldamento e alimentare i termosifoni attraverso un corretto collegamento idraulico.
CTM dispone anche del sistema Fast Link, sviluppato per semplificare il collegamento idraulico dei termocamini e la loro integrazione con altri generatori presenti nello stesso impianto.
La configurazione deve essere progettata e realizzata da personale qualificato.
- Qual è la differenza tra termocamino a legna e termocamino policombustibile?
Il termocamino a legna utilizza la legna come combustibile e mantiene una gestione maggiormente tradizionale della combustione.
Un termocamino policombustibile può invece offrire maggiore flessibilità, utilizzando differenti biomasse secondo le caratteristiche previste dal modello.
La scelta dipende dalla disponibilità dei combustibili, dalle proprie abitudini e dal livello di automazione desiderato.
- È meglio una termostufa a pellet o un termocamino a legna?
Dipende dal tipo di abitazione e dall'esperienza di utilizzo desiderata.
La termostufa a pellet offre normalmente un funzionamento molto automatizzato ed è particolarmente adatta a chi desidera programmare accensione e gestione.
Il termocamino permette invece di mantenere l'esperienza estetica e il fascino della fiamma di un camino, integrandola con il riscaldamento dell'impianto.
CTM propone entrambe le tipologie, incluse le termostufe Minerva HYDRO Gold e Afrodite HYDRO Gold.
- Un termocamino può essere integrato con un'altra caldaia?
Sì, quando l'impianto viene progettato per consentire la corretta integrazione tra i diversi generatori.
È possibile realizzare sistemi nei quali termocamino e altro generatore si integrano nella produzione dell'energia richiesta dall'impianto.
CTM ha sviluppato sistemi di collegamento specifici come Fast Link proprio per semplificare l'integrazione dei termocamini con ulteriori generatori di calore.
Impianto, puffer e acqua caldaIndice
- Una caldaia o termostufa a biomassa può produrre anche acqua calda sanitaria?
Sì, attraverso una corretta configurazione dell'impianto.
La produzione di acqua calda sanitaria può essere realizzata mediante bollitori, accumulatori con serpentino sanitario, scambiatori o sistemi specificamente progettati.
CTM propone puffer e bollitori destinati all'accumulo dell'acqua tecnica e alla produzione o accumulo di acqua calda sanitaria.
La configurazione più adatta deve essere individuata dal progettista o dall'installatore in base alle necessità dell'abitazione.
- Che cos'è un puffer?
Il puffer, o accumulatore Termico inerziale, è un serbatoio che permette di immagazzinare energia sotto forma di acqua calda.
L'energia prodotta dal generatore può essere accumulata e utilizzata dall'impianto quando necessario.
Il puffer può contribuire a rendere più regolare il funzionamento dell'impianto e a migliorare la gestione dell'energia prodotta.
Può inoltre facilitare l'integrazione di più fonti energetiche, come caldaie a biomassa, termocamini, caldaie tradizionali, sistemi solari e pompe di calore.
CTM propone accumulatori termici con capacità differenti per diverse configurazioni impiantistiche.
- Il puffer è sempre necessario con una caldaia a biomassa?
Non necessariamente.
La necessità, l'opportunità e la capacità dell'accumulo dipendono dal tipo di generatore, dalla configurazione dell'impianto e dalle prescrizioni tecniche applicabili.
Esso è sempre necessario in caso di interventi che prevedano l'accesso agli incentivi del Conto Termico 3.0.
Nella maggior parte dei casi è particolarmente importante ed utile perché consente al generatore di lavorare in condizioni più regolari, riducendo cicli troppo frequenti di accensione e spegnimento.
Alcuni prodotti possono inoltre integrare già una capacità di accumulo: Polifire Gold, ad esempio, dispone di accumulo inerziale integrato.
La configurazione deve sempre essere verificata da un Tecnico e/o Progettista qualificato.
- Come si sceglie la capacità di un puffer?
La capacità del puffer non deve essere scelta semplicemente in base ai metri quadrati dell'abitazione.
Dipende dalla tipologia e dalla potenza del generatore, dal combustibile utilizzato, dall'impianto di distribuzione, dalla presenza di altri generatori e dall'eventuale produzione di acqua calda sanitaria.
Per questo motivo è necessario effettuare un dimensionamento tecnico dell'intero sistema.
CTM dispone di accumulatori con capacità differenti, da selezionare in funzione delle esigenze dell'impianto.
Installazione e manutenzioneIndice
- Quanto spazio serve per installare una caldaia a biomassa?
Dipende dal modello e dalla configurazione dell'impianto.
Oltre allo spazio occupato dal generatore bisogna considerare le distanze necessarie per installazione, manutenzione e sicurezza, oltre all'eventuale puffer e allo spazio necessario per il combustibile.
Per una caldaia a pellet va considerato anche il serbatoio di stoccaggio incorporato o esterno.
Prima dell'acquisto è quindi consigliabile verificare misure e requisiti di installazione riportati nella documentazione tecnica del prodotto.
- Una caldaia, stufa o termocamino a biomassa ha bisogno della canna fumaria?
Il corretto smaltimento dei prodotti della combustione è un elemento fondamentale dell'impianto.
La configurazione del sistema fumario deve essere adeguata al generatore e rispettare la normativa e le indicazioni tecniche del produttore.
Diametro, altezza, materiali, percorso e tiraggio devono essere verificati da un professionista qualificato.
Una canna fumaria non correttamente dimensionata può compromettere il funzionamento e la sicurezza del generatore.
- Ogni quanto tempo va effettuata la manutenzione di un generatore a biomassa?
La frequenza dipende dal tipo di apparecchio, dall'utilizzo, dal combustibile e dalle indicazioni riportate nel manuale.
Esistono operazioni ordinarie che possono essere effettuate con maggiore frequenza dall'utilizzatore e interventi periodici che devono essere eseguiti da personale qualificato.
Una manutenzione corretta aiuta a mantenere il generatore efficiente, sicuro e regolare nel tempo.
È importante rispettare sia le indicazioni del produttore sia gli obblighi previsti dalla normativa applicabile.
Una manutenzione annuale è comunque necessaria ed obbligatoria per legge.
- Come si pulisce una caldaia o una termostufa a pellet?
Le operazioni dipendono dal modello.
Generalmente devono essere mantenute pulite le parti indicate nel manuale, come braciere, cassetti cenere e zone di raccolta dei residui della combustione.
Gli interventi tecnici più complessi devono invece essere effettuati da personale qualificato o da un CAT autorizzato.
Consumi e utilizzoIndice
- Come si può ridurre il consumo di pellet?
Il primo elemento è il corretto dimensionamento del generatore.
Una caldaia eccessivamente potente rispetto alle reali esigenze dell'abitazione non rappresenta automaticamente una soluzione migliore.
Sono importanti anche l'isolamento dell'edificio, la regolazione delle temperature, la qualità del pellet, la manutenzione e la corretta configurazione dell'impianto.
Mantenere temperature interne ragionevoli e programmare il funzionamento in base alle reali necessità può aiutare a evitare sprechi.
- Quanto pellet serve per un inverno?
Non esiste una quantità standard.
Due abitazioni della stessa superficie possono consumare quantità molto differenti.
Il consumo dipende dalla zona climatica, dall'isolamento, dalla temperatura impostata, dal rendimento dell'impianto, dalle ore di utilizzo e dalle condizioni meteorologiche della stagione.
Per ottenere una stima attendibile occorre partire dal fabbisogno energetico dell'edificio e dalle caratteristiche del generatore.
Le tabelle tecniche dei prodotti indicano normalmente anche i consumi orari alle diverse condizioni di funzionamento, ma questi dati non devono essere interpretati come consumo costante per tutta la giornata.
- È possibile controllare una caldaia o una termostufa a biomassa da remoto?
Su diversi generatori moderni sì.
Alcuni prodotti CTM consentono il controllo e la gestione remota tramite connessione Internet e CTMApp, con dotazioni o accessori che variano in funzione del modello.
Questa funzionalità permette di gestire più comodamente alcuni parametri e funzioni dell'apparecchio.
È sempre necessario verificare la compatibilità e la dotazione prevista per il prodotto scelto. Koperniko Gold e le termostufe HYDRO CTM prevedono, ad esempio, funzionalità di gestione remota secondo la configurazione del prodotto.
Efficienza, 5 Stelle e ambienteIndice
- Cosa significa che una caldaia, stufa o termocamino è 5 Stelle?
La classificazione ambientale a Stelle identifica le prestazioni emissive dei generatori alimentati a biomassa, secondo i criteri previsti dalla normativa DM 186/2017.
Una classificazione più elevata indica prestazioni ambientali migliori rispetto alle classi inferiori, nelle condizioni previste dalle prove di tipo.
Non va quindi confusa con la sola potenza del generatore o con la capacità di riscaldare una determinata superficie.
CTM dispone di una gamma di prodotti con classificazione ambientale 5 Stelle che comprende termocamini, stufe, termostufe e caldaie.
- Che cosa significa Ecodesign?
Ecodesign fa riferimento ai requisiti europei di progettazione ecocompatibile applicabili ai prodotti connessi all'energia.
Per i generatori di calore vengono considerati requisiti relativi, tra gli altri aspetti, all'efficienza e alle emissioni.
Quando un prodotto CTM viene indicato come conforme a Ecodesign significa che rispetta i requisiti applicabili dichiarati nella relativa documentazione tecnica.
Prima dell'acquisto è sempre consigliabile consultare la scheda e le certificazioni specifiche del modello.
Conto Termico e incentiviIndice
- Come funziona il Conto Termico 3.0 per i generatori a biomassa?
Il Conto Termico è un meccanismo di incentivazione gestito dal GSE che comprende, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, anche determinati interventi relativi ai generatori alimentati da fonti rinnovabili.
Per accedere all'incentivo devono essere rispettate precise condizioni relative all'intervento, all'impianto esistente, al nuovo generatore e alla documentazione richiesta.
Non è quindi sufficiente acquistare un prodotto a biomassa per ottenere automaticamente il contributo.
Sul sito CTM sono indicati i prodotti conformi al Conto Termico 3.0 e, per diversi modelli, gli importi teorici riferiti alle varie zone climatiche.
- Quanto si può recuperare con il Conto Termico?
L'importo varia in funzione del generatore, della potenza, delle caratteristiche tecniche, della zona climatica e delle spese effettivamente ammissibili.
Non esiste quindi una cifra unica valida per tutti gli interventi.
Per alcuni prodotti CTM il sito riporta direttamente tabelle con gli importi calcolati per le fasce climatiche A-F.
Prima di procedere è sempre necessario verificare i requisiti aggiornati dell'intervento.
- Posso sostituire una vecchia caldaia con un generatore a biomassa e richiedere il Conto Termico?
In presenza dei requisiti previsti dal meccanismo, la sostituzione di un generatore esistente può rientrare negli interventi incentivabili.
È però necessario verificare la tipologia dell'impianto esistente, le caratteristiche dell'edificio, quelle del nuovo generatore e tutti gli altri requisiti richiesti.
Non bisogna quindi acquistare il prodotto dando per scontato l'accesso all'incentivo.
È consigliabile verificare preventivamente la situazione contattando i consulenti CTM, un professionista o un soggetto competente nella gestione della pratica.
- Perché la zona climatica influenza l'importo del Conto Termico?
Il territorio italiano viene suddiviso in differenti zone climatiche in funzione delle condizioni climatiche convenzionali.
Poiché il fabbisogno di riscaldamento è differente tra zone più miti e zone più fredde, il meccanismo di calcolo degli incentivi tiene conto anche della fascia climatica nella quale si trova l'edificio.
Per questo motivo nelle pagine CTM dedicate ai prodotti incentivabili sono presenti tabelle distinte per le fasce A, B, C, D, E e F.
Scegliere il prodotto CTMIndice
- Come faccio a capire quale prodotto CTM è più adatto alla mia abitazione?
La scelta dovrebbe partire da quattro informazioni fondamentali: fabbisogno termico dell'abitazione, tipologia dell'impianto esistente, combustibile che si desidera utilizzare e spazio disponibile.
In linea generale:
- chi desidera utilizzare pellet può valutare una caldaia dedicata come Kompakta Gold Plus;
- chi vuole utilizzare pellet e nocciolino può approfondire Koperniko Gold;
- chi cerca una soluzione per pellet, legna e biomasse granulari compatibili può valutare la gamma policombustibile come Polifire Gold e Magikfire Gold;
- chi preferisce una soluzione a legna può approfondire termocamini e caldaie dedicate come Reverse Gold;
- chi desidera integrare il generatore nell'ambiente domestico collegandolo all'impianto può valutare le termostufe HYDRO;
- chi cerca il fascino del camino abbinato al riscaldamento centralizzato può orientarsi verso i termocamini CTM.
La scelta definitiva deve comunque essere effettuata considerando le caratteristiche specifiche dell'abitazione e dell'impianto.
Hai ancora dubbi?
Raccontaci le caratteristiche della tua abitazione e del tuo impianto. Il team CTM ti aiuterà a individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze.